Il Progetto nasce nel Febbraio 2004 da una collaborazione tra la Cooperativa Sociale a r.l. "LaBanda" Onlus e l'Amministrazione comunale; per quanto riguarda l'area semantica richiamata dal titolo, fa riferimento al mondo dei fumetti, ad un personaggio che racchiude in sé alcune caratteristiche particolarmente significative: è un personaggio che ci interroga sulla differenza e sulla provenienza da "mondi altri"; è un personaggio che si sforza di parlare una lingua che appartiene ad altri, a volte ottenendo effetti comici, quasi sempre però ottenendo il risultato di "far passare" il messaggio voluto; è un personaggio che, messo in situazioni problematiche, cerca tra le sue tasche l'oggetto che possa cavarlo d'impiccio, facendo così appello a tutte le sue più nascoste risorse.
Il riferimento teorico è invece il modello di pedagogia modulare che nasce dagli studi compiuti da Gardner e dalla sua teoria delle Intelligenze Multiple.
La svolta che Gardner propone è piuttosto radicale e comporta il totale abbandono della strada fin qui seguita nelle teorie "metriche" dell'intelligenza.
Per Gardner si tratta di rimettere insieme ciò che gli psicometristi hanno diviso: l'educazione dalla vita.
Per Gardner è utile pensare le varie intelligenze principalmente come insieme di procedimenti know-how, per fare cose.
Ogni intelligenza si esprime e viene coinvolta in maniera diversa rispetto alla linea evolutiva del soggetto e del suo ambiente culturale. Da queste teorie nascono due proposizioni che sono al centro di questo Progetto: l'intelligenza come saper fare e l'educazione per progetti individualizzati.
La finalità più generale che il Progetto si pone è quella di garantire, ai minori che esprimono un disagio relazionale, un contesto altamente educativo, in tempi e spazi extrascolastici. Il contesto educativo ha quindi l'obiettivo di far vivere al ragazzo le normali esperienze di rapporto con sé e con gli altri, in un ambiente pensato su sua misura ed attraverso una "sana" relazione con l'adulto e con i pari.
A tale finalità conseguono le seguenti "azioni":
- sostegno al minore nell'organizzazione dei tempi della giornata
- rielaborazione e valorizzazione della propria storia
- sostegno al minore nelle attività di apprendimento attraverso la partecipazione di iniziative significative che diano ampia possibilità di retroazione, discussione e riflessione
- favorire una socializzazione consapevole e autocritica
- favorire il raggiungimento di un'autonomia responsabile
- insegnare a rispettare le regole di base per una convivenza civile
- sostenere e aiutare le famiglie perché si approprino di buone competenze genitoriali
- favorire lo sviluppo delle emozioni e dei sentimenti del minore e la loro consapevolezza
L'attività del Progetto ETA-BETA si realizza nei luoghi e con l'utilizzo delle differenti risorse del territorio (es. Biblioteca; Associazioni sportive; Oratorio parrocchiale; etc.), in particolare è a disposizione del gruppo di ragazzi un piccolo appartamento, sito nella zona centrale del paese.
Prevalentemente nelle ore pomeridiane i ragazzi si ritrovano con gli Educatori per svolgere le diverse attività (gioco; compiti di scuola; attività artistiche, manuali; etc.); tuttavia ciò che è importante non è tanto il tipo di attività che viene svolta, cioè il cosa si fa, ma il come, favorendo il riconoscimento delle proprie emozioni e ponendo attenzione alle dinamiche relazionali nel rapporto fra pari e con le figure adulte.
La partecipazione al Progetto avviene per il tramite dell'Assistente Sociale comunale di riferimento, a seguito delle opportune valutazioni della situazione del minore e definizione di uno specifico percorso educativo.
Il tipo di attività prevede un lavoro di gruppo; si tratta di gruppi ristretti, composti da un massimo di cinque ragazzi; attualmente sono stati avviati 2 gruppi.
Riferimenti
la Segreteria del Servizio Sociale del Comune nei normali orari di apertura degli Uffici comunali.